La mia filosofia

Il dolore cronico ha un inizio molto simile a molte altre patologie: inizia con un insulto dei tessuti/organi in relazione ad una malattia, ad un trauma o come esito di un intervento chirurgico pur tecnicamente ben eseguito.

Altre volte il dolore diviene cronico di per sè stesso, senza apparente causa.

Nella maggior parte dei casi il paziente è già stato trattato da altri specialisti, a volte con successo, spesso senza esito nonostante multipli trattamenti farmacologici, terapie fisiche e/o infiltrative. Il dolore non si calma!!!

E’ fondamentale che, il più presto possibile, venga fatta una diagnosi presso un centro di medicina del dolore.

Dare al paziente con dolore acuto un indirizzo diagnostico terapeutico rapido può prevenire lo sviluppo di dolore cronico e disabilità soprattutto in caso di ernia discale, Herpes Zooster, radicolopatie, sindromi algodistrofiche.

E’ altrettanto fondamentale individuare i fattori “bio Psicosociali” di rischio per lo sviluppo di dolore cronico e disabilità in modo tale da prevenirne e limitarne l’insorgenza.

La mia pratica clinica quotidiana riguarda la presa in carico e la gestione di casi anche molto complessi di dolore cronico; la maggior parte di pazienti che giunge alla nostra attenzione è già stato valutato da molti specialisti, spesso è stato operato o trattato chirurgicamente, molti pazienti hanno già udito la frase “ mi spiace , non so più cosa fare per Lei!”.

Credo nell’aiuto che possiamo dare alle persone senza badare alla situazione di partenza ed la percorso svolto in passato.

Non bisogna mai privarsi dell’opportunità di parlare con i pazienti e condividere le loro esperienze. Sfruttando il valore aggiunto di procedure interventistiche in ecoguida o sotto guida radiologica è possibile “modulare “ il dolore.

Ogni paziente deve sapere cosa possiamo fare per lui è come possiamo farlo al meglio. La questione più importante è di individuare e pianificare un percorso “su misura” per quel paziente.

La medicina moderna ha perso purtroppo di vista l’unicità mente/corpo dell’uomo e, molto spesso, ha sottovalutato il concetto di salute così come la stessa O.M.S definisce: non l’assenza di malattia bensì il pieno benessere psicofisico della persona. Per questi motivi , nel corso degli anni, ho affiancato alle metodiche diagnostico interventistiche di ultima generazione un approccio olistico che integra la visione della medicina tradizionale cinese con i più moderni concetti di medicina quantica e cibernetica.